06/10/2011

Melanoma: rischio alto con l’abbronzatura

pelle,abbronzatura,tumore,melonoma,salute,rischio,dorata,soleI primi caldi sono già in agguato e si inzia a scoprirsi un po’ di più; sicuramente molte di noi faranno ricorso all’abbronzatura artificiale per accelerare i tempi ed arrivare alla prova costume già con la pelle dorata. Ma ormai dovremmo saper bene che l’abbronzatura indoor ha più effetti collaterali di quella naturale.

Secondo il “Cancer research” inglese, la moda di essere abbronzati a tutti i costi, definita “tanoressia”, miete sempre più vittime e le preferite sarebbero le giovanissime, sotto i 30 anni.

E i dati correlati a tale moda sono allarmanti: in Gran Bretagna, circa 50 donne under 40 muoiono ogni anno per melanomi, mentre l’incidenza nelle donne minori di 30 è addirittura doppia.

I consigli per proteggersi sono, dunque, di limitare al massimo le lampade, visto che l’intensità delle radiazioni emesse può essere fino a 10 volte superiore rispetto a quella del sole.

 


Come proteggere la pelle dal sole

Tutte noi (o almeno la maggior parte) adoriamo il sole portatore di luce e fautore della nostra abbronzatura ma è bene sapere che la pelle va comunque protetta dal sole. Proteggere la pelle da sole è molto importante. Ora vediamo come fare per non correre inutili rischi e garantirci una pelle sempre in forma e giovane.

Arancione, rosso, viola, verde: sono le tinte delle sostanze benefiche presenti soprattutto in frutta e verdura. Cibi non solo gradevoli alla vista, ma anche buoni da mangiare e utili a conservare il più a lungo possibile, ed in maniera naturale, l’abbronzatura. Una sostanza particolarmente utile a tal fine è il betacarotene, prezioso alleato per la produzione di melanina, che si rivela utilissimo prima, durante e dopo i periodi di esposizione al sole; infatti si stratifica sotto la pelle rallentando la perdita di colore. Esso si trova in tutta la frutta e la verdura giallo – arancio: carote, zucche, pesche, papaia, albicocche, cachi e meloni. E’ inoltre presente negli spinaci e nella catalogna. Ma attenzione a non esagerare! Grosse quantità di betacarotene potrebbero addirittura determinare la comparsa di macchie cutanee.
Un altro prezioso alleato dell’abbronzatura è il licopene, pigmento di colore rosso caratteristico di pomodori ed anguria, considerato il principe degli antiossidanti. Esso si distribuisce nei tessuti esposti alla luce solare, contribuendo a prevenire i danni causati dai raggi UV e, dunque, a mantenere la pelle giovane. Il licopene si assimila meglio se associato a dei grassi; inoltre una breve cottura ne aumenta la biodisponibilità. Niente di meglio di un bel piatto di spaghetti con un sugo di pomodoro fresco appena scottato.
Anche le vitamine A e B costituiscono un “elisir di lunga abbronzatura”: esse si trovano nella zucca, nelle carote, nel latte, nei formaggi. Uova, cereali integrali, fegato, legumi e pesce, oltre alla vitamina A, assicurano anche un apporto di riboflavina o B2, che nutre la pelle, e di tirosina, un aminoacido che stimola la melanina.
Kiwi, limone, pompelmo e peperoncino sono miniere di vitamina C, la proteina che mantiene l’elasticità dei tessuti contribuendo alla ricostruzione del collagene e che migliora la circolazione.
L’olio extravergine di oliva aiuta a fissare l’abbronzatura grazie alla vitamina E ed ai grassi vegetali in esso contenuti.
Anche i minerali non devono mancare nella dieta post – tintarella, poiché durante il periodo estivo sono eliminati attraverso l’abbondante sudorazione. Il selenio (che si trova in carne, pesce, cereali, frutti di mare) combatte l’ossidazione, mentre lo zinco (vegetali e cereali integrali, crusca e lievito di birra) ripara i danni causati dalle scottature; il rame (molluschi, frutta secca e cacao) mantiene l’elasticità dei tessuti.
Il consiglio poi è quello di idratare adeguatamente la pelle bevendo almeno un litro e mezzo di acqua al giorno, non fredda e possibilmente assunta lontano dai pasti. In questo modo si posticipa la desquamazione della pelle e comunque si rende questo fenomeno più omogeneo e meno sgradevole esteticamente.
L’ultimo consiglio è il più semplice: rassegnarsi a tornare col tempo al colorito naturale. “E’ inutile ricorrere alle lampade solari – spiega Caterina Catricalà, direttore del Dipartimento di Dermatologia oncologica agli istituti fisioterapici ospedalieri di Roma – Esse non abbronzano perché i raggi Uva forniscono solo un colorito superficiale, che non è abbronzatura”.
Maria Consiglia Izzo

v_2/468x60.gif GWS42_468x60_flowstars Aktuelle SALE Aktionen auf mysportbrands 03:36 Scritto da: aishamaria in cura della pelle, salute | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: pelle, abbronzatura, tumore, melonoma, salute, rischio, dorata, sole, papaia, pigmento, anguria, solare, olio d'oliva, vitamine, raggi, tessuti, vitamina c, collagene, vegetali, minerali, pesce, frutta, dermatologia, acqua, idrataredieta, limone, cereali integrali, meloni, licopene, spinaci, arancione | OKNOtizie | |  del.icio.us | | Digg! Digg |  Facebook |  Stampa | |

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