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<title>Benessere</title>
<description>cura del corpo, diete, estetica e medicina, sport e fitness</description>
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<title>'Alieni' in Antartide: specie estranee al Polo Sud, colpa di turisti e scienziati</title>
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<author>noreply@myblog.it (aishamaria)</author>
<category>curiosità</category>
<category>scienze</category>
<pubDate>Sun, 11 Mar 2012 02:20:00 +0100</pubDate>
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&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://benesseremyblog.myblog.it/media/01/02/687057857.jpg&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;img id=&quot;media-1932665&quot; style=&quot;margin: 0.7em 0;&quot; title=&quot;&quot; src=&quot;http://benesseremyblog.myblog.it/media/01/02/614004009.jpg&quot; alt=&quot;Fotolia-36506475-Subscription-XL-jpg_151249.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-family: georgia, palatino; font-size: small;&quot;&gt;Cosa ci fanno piante di erba gallina, fiori gialli immacolati e altre specie floreali al Polo Sud? Tutta colpa dei turisti e degli scienziati. L'Antartico infatti risulta da qualche anno a rischio invasione di specie vegetali che non centrano nulla con l'ambiente originario e si lancia l'allarme. Anche perché il riscaldamento globale che colpisce il nostro pianeta sta permettendo lo sviluppo di queste e altre piante. &amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://benesseremyblog.myblog.it/archive/2012/03/11/alieni-in-antartide-specie-estranee-al-polo-sud-colpa-di-tu.html&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;font-family: georgia, palatino; font-size: small;&quot;&gt;Dinosauri in Emilia-Romagna, la scoperta&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-family: georgia, palatino; font-size: small;&quot;&gt;Secondo alcuni studi, nel periodo compreso tra il 2007 e il 2008 il numero dei turisti che visita il Polo Sud è aumentato in modo drastico, superando di gran lunga quello degli scienziati, fino a poco tempo fa unici visitatori di queste ghiacciate lande estreme. Si calcola infatti che in quel biennio i turisti siano stati circa 33mila contro circa 7mila scienziati che si sono recati in Antartide. Tutto questo che cosa comporta? Un fatto apparentemente bizzarro, ma con dei risvolti anche problematici. Secondo l'ecologista Steven Chown dell'università di Stellenbosch in Sud Africa, ognuna di queste persone portava con sé, negli abiti o nel bagaglio, da due a tre semi di qualche pianta.&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href=&quot;http://benesseremyblog.myblog.it/archive/2012/03/11/alieni-in-antartide-specie-estranee-al-polo-sud-colpa-di-tu.html&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: georgia, palatino; font-size: small;&quot;&gt;Un iceberg grande come New York &lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-family: georgia, palatino; font-size: small;&quot;&gt;Quasi nessuno è consapevole di portare con sé involontariamente semi di piante: si accumulano sui nostri vestiti trasportati dal vento, praticamente invisibili. Eppure, per quanto riguarda il Polo Sud, questi semi stanno portando a una proliferazione di piante che non appartengono all'abitar originale davvero notevole, complice anche il riscaldamenti globale. Ma non solo, perché pare che tra il 49 e il 61% dei semi trasportati siano di piante che resistono al gelo, come l'erba gallinella. Il che comporterà dei seri problemi alla regione. Le zone più colpite sono quelle della costa della penisola Antartica, le isole circostanti e anche le zone libere dai ghiacci. Il rimedio? Un bel passaggio di aspirapolvere obbligatorio su vestiti e bagagli, come si sta cominciando a fare per non mettere in pericolo l'ecosistema del Polo Sud.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
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<title>Terremoto Emilia-Romagna oggi 25 gennaio 2012</title>
<link>http://benesseremyblog.myblog.it/archive/2012/01/25/terremoto-emilia-romagna-oggi-25-gennaio-2012.html</link>
<author>noreply@myblog.it (aishamaria)</author>
<category>eventi</category>
<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 19:53:00 +0100</pubDate>
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&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://benesseremyblog.myblog.it/archive/2012/01/25/terremoto-emilia-romagna-oggi-25-gennaio-2012.html&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: georgia, palatino;&quot;&gt;Terremoto Emilia-Romagna: La Testimonianza da Parma e il parere dell'esperto INGV&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style=&quot;font-family: georgia,palatino; font-size: medium;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;- Il Nord Italia continua a tremare. Dopo le scosse di terremoto registrate questa notte nella provincia di Verona, un altro sisma, di magnitudo 4.9 della scala Richter, è avvenuto alle 9.06 di questa mattina, con epicentro nella pianura padana emiliana, in provincia di Reggio Emilia. La scossa è stata però percepita distintamente anche a Milano, Genova e Torino, dove molta gente si è riversata per le strade e alcuni edifici sono stati fatti evacuare. Tantissime le chiamate al 118, ma fortunatamente per ora non si registrato feriti o ingenti danni. Ilsussidiario.net ha contattato il collega Gabriele Balestrazzi, caposervizio di Gazzettadiparma.it, che al momento della scossa si trovava in casa, a pochi chilometri dalla zona dell’epicentro: «Noi siamo al quinto piano e posso assicurare che la scossa è stata molto forte. Con mia moglie e mio figlio siamo immediatamente corsi accanto al pilastro principale, tutto ha tremato per pochi secondi, che però in quel momento sono sembrati lunghissimi, e diversi oggetti sono caduti dalle mensole o dalla libreria. La paura è stata forte, quindi, e nonostante abbiamo già avuto diverse scosse in passato, nel 1983 e tre anni fa, questa è stata probabilmente la più forte, o forse quella che è stata avvertita maggiormente». Balestrazzi ci spiega che per ora «non dovrebbero esserci feriti o danni particolari, fatta eccezione per qualche pezzo di calcinaccio caduto, ma l’esperienza mi insegna che per valutare al meglio i danni occorre aspettare almeno 48 ore. Fu proprio nel 1983 che un giornale nazionale&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: georgia, palatino; font-size: small;&quot;&gt; scrisse: “Parma la bella si è solo spettinata”, e sembrava che non fosse successo nulla, quando invece poco dopo furono registrati gravi danni, soprattutto a edifici artistici e storici». Tante le mail e le telefonate arrivate alla redazione di Gazzettadiparma.it a seguito della scossa di terremoto di oggi, «che segnalavano però solo tanta paura, soprattutto da Brescello, dove è stato registrato l’epicentro, dove molte persone sono scese in strada ma fortunatamente sembra senza feriti. Quindi, in attesa di ulteriori aggiornamenti, le prime notizie parlano di tanta paura, nessun ferito e danni limitati. Forse è importante sottolineare che nei mesi scorsi abbiamo avuto un lungo sciame di scosse, e tutti ci siamo chiesti cosa potesse significare. Poi tutto si era fermato, e questa mattina sono arrivate le notizie della scossa di Verona e di questa di Parma». Il terremoto è stato però avvertito in tutto il nord italia, come detto, e qualche appresione si è vissuta anche a Milano. Ilsussidiario.net ha chiesto quindi un chiarimento anche a Massimiliano Stucchi, direttore della sezione milanese dell’Ingv, Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
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<title>Natale e Capodanno</title>
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<author>noreply@myblog.it (aishamaria)</author>
<category>alimentazione</category>
<pubDate>Tue, 20 Dec 2011 17:20:00 +0100</pubDate>
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&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://benesseremyblog.myblog.it/archive/2011/12/20/xxxxxxxx1.html&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: georgia, palatino; font-size: small;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Uno chef in cucina &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://benesseremyblog.myblog.it/archive/2011/12/20/xxxxxxxx1.html&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: georgia, palatino; font-size: small;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Per dirsi Buon Natale&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-family: georgia, palatino; font-size: small;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;Tre ricette e un aperitivo da assaporare in piedi prima dei pranzi delle Feste. Contengono i cibi della tradizione, rivisitati in chiave moderna.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-family: georgia, palatino; font-size: small;&quot;&gt;Per un brindisi di Natale originale e gustoso, Francesco Sposito ha preparato tre ricette da gustare in piedi, utilizzando i piattini monoporzione per il finger food (i cibi da mangiare con le dita). Le tre preparazioni proposte hanno come ingredienti i cibi della tradizione de Natale, come lo stoccafisso, il nero di seppia e le alici: alimenti rivisitati in chiave moderna. Sono estremamente originali, dal sapore deciso, elaborati, ma facili da preparare, grazie ai segreti che lo chef ha svelato a &lt;em&gt;più Sani più Belli. &lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-family: georgia, palatino; font-size: small;&quot;&gt;Mario ha preparato uno squisito mojito campano, utilizzando il peperoncino, che non solo è spezia della sua terra, ma ha un valore simbolico di buon augurio. &quot;E' analcolico, profumato e leggermente piccante&quot;, dice Mario. &quot;E permette di gustare poi liberamente vini bianchi o rossi durante il pranzo delle feste&quot;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size: large;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;font-family: book antiqua,palatino;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://benesseremyblog.myblog.it/archive/2011/12/20/xxxxxxxx1.html&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: georgia, palatino; font-size: small;&quot;&gt; Cannolo di pane di campagna ripieno di stoccafisso e croccante di pistacchi&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
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<title>Festeggia senza ingrassare!</title>
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<author>noreply@myblog.it (aishamaria)</author>
<category>alimentazione</category>
<pubDate>Tue, 20 Dec 2011 16:42:00 +0100</pubDate>
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&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-family: georgia, palatino; font-size: small;&quot;&gt;Un programa superveloce per perdere peso e depurare l'organismo. Così potrai goderti i pranzi e le cene natalizie. Senza rinunce, con moderazione.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-family: book antiqua,palatino; font-size: medium;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: georgia, palatino; font-size: small;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://benesseremyblog.myblog.it/media/00/01/1619022757.jpg&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;img id=&quot;media-1844480&quot; style=&quot;float: left; margin: 0.2em 1.4em 0.7em 0;&quot; title=&quot;&quot; src=&quot;http://benesseremyblog.myblog.it/media/00/01/3691898023.jpg&quot; alt=&quot;offer_74.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;Natale e Capodanno sono alle porte e sappiamo bene quanto sia difficile mantenere una giusta alimentazione in un periodo in cui si moltiplicano pranzi e cene con amici e parenti. E poi, diciamoci la verità, ogni tanto anche gli esperti consigliano di lasciarsi andare a qualche peccato di gola. Il periodo natalizio offre infinite bontà che vanno dal pesce ai fritti, dal panettone al torrone, dall'm aperitivo allo spumante per i brindisi. Insomma, ce n'è per tutti i gusti, ed è bene vivere questi giorni nel pieno rispetto delle nostre tradizioni gastronomiche. Ovviamente, mai come in questo caso, &quot;moderazione&quot; è la parola d'ordine che dobbiamo tenere sempre a mente. Una cena di Natale, dall'antipasto al dolce, può arrivare a coprire da sola il fabbisogno calorico di un'intera giornata. Se aggiungiamo brindisi, aperitivi e merende a base di dolci sottoponiamo il nostro organismo a un vero e proprio tour de force alimentare.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
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<title>Colazione al mattino</title>
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<author>noreply@myblog.it (aishamaria)</author>
<category>alimentazione</category>
<pubDate>Tue, 20 Dec 2011 13:42:00 +0100</pubDate>
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&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-family: book antiqua,palatino; font-size: medium;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-variant: normal; letter-spacing: normal; line-height: 20px; orphans: 2; text-indent: 0px; text-transform: none; white-space: normal; widows: 2; word-spacing: 0px; background-color: #ffffff; display: inline ! important; float: none;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://benesseremyblog.myblog.it/media/01/02/4234656315.jpg&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;img id=&quot;media-1844505&quot; style=&quot;float: left; margin: 0.2em 1.4em 0.7em 0;&quot; title=&quot;&quot; src=&quot;http://benesseremyblog.myblog.it/media/01/02/3487509484.jpg&quot; alt=&quot;malattie cardiovascolari,sondaggio,dimagrire,colazione,epidemiologia,università,per la linea e la salute,obesità,patologie&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style=&quot;font-family: georgia, palatino; font-size: small;&quot;&gt;Un recente sondaggio evidenzia come circa il&amp;nbsp;64% degli studenti non faccia colazione al mattino. Un’abitudine sbagliata perché privarsi del pasto più importante significa andare incontro a svariati problemi: innanzitutto si rischia di avere una scarsa concentrazione durante la giornata, per non parlare del fatto che si lascia ampio spazio ai dannosissimi radicali liberi.&amp;nbsp;Giè qualche mese fa uno studio sottolineava, inoltre, come &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: georgia, palatino; font-size: small;&quot;&gt;non fare colazione faccia ingrassare. Ebbene sì, non mangiare al mattino non è salutare per chi cerca la forma fisica.&lt;span style=&quot;font-variant: normal; letter-spacing: normal; line-height: 20px; orphans: 2; text-indent: 0px; text-transform: none; white-space: normal; widows: 2; word-spacing: 0px; background-color: #ffffff; display: inline ! important; float: none;&quot;&gt;&amp;nbsp;Gli esperti hanno lanciato l’allarme ma&amp;nbsp;già qualche tempo fa&amp;nbsp; è stata pubblicata un’indagine che ha verificato quanto sia importante quella che nei paesi anglosassoni viene chiamata “breakfast”&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
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<title>I primi sapiens europei vivevano in Italia</title>
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<author>noreply@myblog.it (aishamaria)</author>
<category>notizie</category>
<pubDate>Sat, 05 Nov 2011 03:36:00 +0100</pubDate>
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&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-family: book antiqua,palatino; font-size: medium;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://benesseremyblog.myblog.it/media/01/00/1467248314.jpg&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;img id=&quot;media-1795737&quot; style=&quot;float: right; margin: 0.2em 0 1.4em 0.7em;&quot; title=&quot;&quot; src=&quot;http://benesseremyblog.myblog.it/media/01/00/343865749.jpg&quot; alt=&quot;album di famiglia,maniera,digitali,campioni,studio,sistema,detazione,indagini,homo,ornamenti e utensili,i primi sapiens europei vivevano in italia&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style=&quot;font-family: georgia, palatino; font-size: small;&quot;&gt;Quand'è che la nostra specie ha me&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: georgia, palatino; font-size: small;&quot;&gt;sso piede per la prima volta in Europa? A rispondere a questa domanda ci stanno provando in molti, e da tanto tempo. Ornamenti e utensili - attribuiti a Homo sapiens piuttosto che ai Neanderthal - ci dicono che i nostri antenati dovevano trovarsi entro i confini europei già tra i 44 e i 42mila anni fa. I primi fossili di un essere umano moderno, però, non compaiono che tra 41 e 39 mila anni fa.&amp;nbsp; Quindi?&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://benesseremyblog.myblog.it/archive/2011/11/05/i-primi-sapiens-europei-vivevano-in-italia.html&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: georgia, palatino; font-size: small;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Gli occhi degli animali come non li hai mai visti. Ecco le immagini.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-family: georgia, palatino; font-size: small;&quot;&gt;Come in una trama poliziesca, a offrire una soluzione al rompicapo spuntano due piccoli denti da latte (inizialmente attribuiti a Neanderthal) ritrovati nel lontano 1964 in Puglia, nella Grotta del Cavallo, e ora riesaminati e ridatati. I nuovi risultati fanno felici parecchi paleontologi: i denti appartengono indiscutibilmente alla specie umana e hanno tra 43 e 45mila anni. Per adesso, quindi, sono italiani i fossili di Homo sapiens più antichi d'Europa. Il nuovo studio è stato condotto da un team internazionale guidato da Stefano Benazzi e Gerhard Weber del Virtual Antrophology lab dell'Università di Vienna, e il verdetto è apparso oggi su Nature.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://benesseremyblog.myblog.it/archive/2011/11/05/i-primi-sapiens-europei-vivevano-in-italia.html&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: georgia, palatino; font-size: small;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Dinosauri, guarda le foto di un album di famiglia.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-family: georgia, palatino; font-size: small;&quot;&gt;La stessa identica storia è accaduta a un altro gruppo di ricercatori dell'università di Oxford e del Natural History Museum di Londra, che da dieci anni studiano un frammento di mascella superiore con tre denti, ritrovata nel 1927 nella Kent's Cavern di Devon, in Gran Bretagna, anche questa inizialmente attribuita a Neanderthal. Ora l'etichetta sul fossile dovrà cambiare: appartiene all'essere umano anatomicamente moderno ed è datata tra 44mila e 41mila anni fa. Anche questo studio si è meritato le pagine di Nature.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
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<title>La grande storia della diversità umana</title>
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<author>noreply@myblog.it (aishamaria)</author>
<category>genetica</category>
<category>medicina</category>
<category>scienze</category>
<pubDate>Wed, 26 Oct 2011 02:40:00 +0200</pubDate>
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&lt;p style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://benesseremyblog.myblog.it/archive/2011/10/26/la-grande-storia-della-diversita-umana.html&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: georgia, palatino; font-size: small;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Le ultime ricerche dimostrerebbero che siamo una specie-mosaico: il nostro genoma contiene frammenti di geni di diverse specie.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-family: georgia, palatino; font-size: small;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://benesseremyblog.myblog.it/media/00/00/2397433028.jpg&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;img id=&quot;media-1784255&quot; style=&quot;float: left; margin: 0.2em 1.4em 0.7em 0;&quot; title=&quot;&quot; src=&quot;http://benesseremyblog.myblog.it/media/00/00/3762534597.jpg&quot; alt=&quot;genetica,scienze,umanita,il viaggio dell'uomo,diversità umana,storia dell'evoluzione umana,scienziati,storia,scienza,cultura,arte,villaggio,colonizzare,mondo,pianeta terra,pianeta,avventure,antropologi,popolo,lingua materna,lingua,multimedia,internet,specie,genetisti,homo,razza umana,-mosaico,internazionale&quot; /&gt;&lt;/a&gt;Chissà cosa dicono i “teorici della razza”, coloro che ritengono l'uomo l'ultima tappa di una marcia verso la perfezione, quelli che pensano che niente avvenga per caso. Nuove scoperte sollevano dubbi sulla nostra specie come “perfetta” e incontaminata, una specie di percorso senza ostacoli che va da Adamo ed Eva ai grattacieli e a Internet. La genetica sembra confermare invece che siamo quasi un patchwork di geni provenienti da “uomini” diversi, che si sono incontrati in posti e in momenti differenti. Su una base di geni di &lt;em&gt;Homo sapiens &lt;/em&gt;si sono così innestati pezzi di Dna di almeno altre due specie, o forse di più, fino a creare una specie di chimera. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://benesseremyblog.myblog.it/archive/2011/10/26/la-grande-storia-della-diversita-umana.html&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: georgia, palatino; font-size: small;&quot;&gt; &lt;strong&gt; Incontri fugaci&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-family: georgia, palatino; font-size: small;&quot;&gt; La nostra uscita dall'Africa, circa 70.000 anni fa, è stata infatti solo l'inizio di una serie di incontri-scontri con altre specie, come gli uomini di Neanderthal e quelli di Denisova, che abitavano in Europa e in Asia da molto prima dei nostri antenati, e che sono scomparsi da millenni. Gli accoppiamenti, se ci sono stati, hanno lasciato nel nostro patrimonio genetico “frammenti” di geni che forse sono stati utili per sopravvivere in ambienti nuovi e ostili. Sempre che la ricostruzione della genetica sia quella corretta, cosa di cui alcuni studiosi dubitano.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
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